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Il social housing di Cascina Merlata: case a prezzi bassi e creazione di comunità

Il progetto prevede una condivisione di progetti e attività tra gli abitanti. I prezzi e le condizioni per andare ad abitarci

Cascina Merlata

Cascina Merlata è pronta a trasformarsi: se per i mesi di Expo 2015 il villaggio di via Daimler è stato la residenza dei delegati e degli staff dei padiglioni, ora diventerà un quartiere residenziale, come del resto era nei piani. Un progetto di housing sociale con canoni decisamente appetibili rispetto al mercato immobiliare milanese.

Si parla di una locazione fino a 390 euro per i bilocali e fino a 570 euro per i trilocali. Questo riguarderà 93 appartamenti in "social housing". Poi ci saranno 164 appartamenti in vendita a prezzi calmierati e 140 appartamenti con patto di futura vendita. Le abitazioni, divise in sette torri, hanno superifici fino a 130 metri quadri. I futuri appartamenti saranno però, in totale, 690, in undici torri.

Potranno accedere alla locazione sociale le famiglie di nuova formazione, quelle con portatori di handicap e quelle con sfratto (purché non sia per morosità), oppure i lavoratori e studenti fuori sede e i single, con reddito tra 14 mila e 40 mila euro all'anno, residenti nell'area metropolitana. Le famiglie in questione devono anche dimostrare di non avere la disponibilità di un alloggio adeguato alle loro esigenze abitative. 

Il social housing consiste nel fatto che i residenti - affiancati da un "gestore sociale" - parteciperanno attivamente per mantenere vivi gli spazi pubblici al piano terra e per sviluppare attività o servizi da loro stessi decisi. L'obiettivo è quindi quello di creare una comunità vera di persone, non semplici "vicini di casa" nell'accezione tipica delle città contemporanee.

«Cascina Merlata è il risultato di quella collaborazione tra pubblico e privato che ha permesso a Milano di raggiungere importanti obiettivi sociali e di riqualificazione del territorio», ha dichiarato Alessandro Balducci, assessore all'urbanistica, presentando il progetto. «L’offerta di case a prezzi accessibili è una necessità per Milano: molti giovani scelgono di venire a viverci e noi dobbiamo aiutarli con politiche urbanistiche ed abitative adeguate, per contrastare i fenomeni di invecchiamento e di selezione sociale ed economica della popolazione innescati dal mercato». Secondo Daniela Benelli, assessore alla casa, «l’offerta di questi nuovi alloggi risponde ad un bisogno preciso, quello espresso dai giovani e dalle giovani coppie che non sono in grado di sostenere i costi del mercato privato ma che hanno redditi comunque superiori all'edilizia popolare».

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