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Giardino dei Giusti, nel nuovo progetto spariscono le opere in cemento

Le novità rispetto al progetto del 2015 che aveva provocato uno scontro fortissimo con gli abitanti e parte del Municipio 8 per la salvaguardia del parco

Ai tempi della protesta contro il progetto

Cambia completamente il progetto per l'ampliamento del Giardino dei Giusti al Monte Stella. Ne dà notizia Enrico Fedrighini, assessore all'ambiente del Municipio 8 ed esponente dei Verdi. Il progetto precedente, che risale al 2015, aveva trovato la forte opposizione sia del Municipio sia del Comitato Abitanti QT8 per l'invasività delle strutture che sarebbero state realizzate.

Ne scaturirono polemiche piuttosto accese: da una parte i residenti e il Municipio, dall'altra il Comune e l'associazione Gariwo. Dalle polemiche si è però passati al dialogo e ora al progetto condiviso da tutti i soggetti. Sparisce del tutto l'auditorium da 340 posti (e il palco) che sarebbe stato ancorato su una piattaforma in cemento. Viene sostituito da uno spazio d'incontro utilizzato con la pietra granitica usata anche per le terrazze del parco, per formare una piazola circolare con sedute singole per non più di 200 posti.

Spariscono anche i muri alti tre metri che avrebbero dovuto essere realizzati con prefabbricati in calcestruzzo ancorati, ancora una volta, da fondazioni in cemento. Ci sarà invece un basamento alto 90 centimetri e largo 50, realizzato con la pietra granitica, per esporre le targhe con i nomi dei Giusti. 

Ed infine le opere che verranno realizzate non interromperanno più i sentieri del parco. "E' forse il particolare meno appariscente, ma quello per me più significativo", ha commentato Fedrighini: "Lo spazio del Giardino dei Giusti rimette a posto i sentieri storici, si integra con loro, ne viene attraversato connettendoli da una scalinata all'altra delle balze, come per invitare ad accedere a questo spazio aperto, vedere, osservare, ricordare nel verde senza muri".

Per fare conoscere il progetto verranno svolti incontri pubblici sul posto, aperti alla cittadinanza. Nel 2015 la Zona 8 (l'istituzione antesignana del Municipio) bocciò il progetto più invasivo con un asse tra l'opposizione di centrodestra e alcuni gruppi di sinistra: Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani, Radicali e Italia dei Valori. Votarono a favore del progetto soltanto Pd e Sel. E a ottobre 2015 si registrò una lite verbale molto forte tra il Comitato Abitanti QT8 e l'assessore alla cultura Filippo Del Corno: alcuni residenti accusarono la giunta di "vicinanza con la malavita" e Del Corno replicò duramente: "Vergognatevi, siamo la giunta che ha cacciato la mafia". Nella polemica intervenne anche Stella Bottoni, figlia del progettista del Monte Stella Piero Bottoni, con una lettera aperta all'amministrazione per chiedere la revisione del progetto.

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