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Stilista, attivista per la pace e femminista: Milano omaggia a Rosa Genoni con un giardino

Sabato 13 aprile si è svolta la cerimonia di intitolazione a Rosa Genoni di un nuovo giardino

Filippo Del Corno all'inaugurazione (Fb Campacavallo)

Sabato 13 aprile, alle ore 11.30, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, si è svolta la cerimonia di intitolazione a Rosa Genoni – stilista, attivista per la pace, insegnante e femminista – di un nuovo giardino tra via F.lli Beolchi e via Giorgio de Chirico, a Trenno, nel Municipio 8 (ingresso da via Giorgio de Chirico fronte civico 7).

Chi era Rosa Genoni

Rosa Genoni nasce a Tirano (SO) nel 1867 e a dieci anni viene mandata a lavorare a Milano come apprendista tuttofare dei laboratori di sartoria. Dotata di spirito di iniziativa, Rosa sale passo dopo passo tutti i gradini della professione fino a diventare maestra. Intanto segue le scuole serali e impara il francese, intuendo l’importanza di quella lingua per il suo futuro in sartoria.

Nel 1895 inizia la collaborazione con la principale casa di moda milanese di allora, la prestigiosa Ditta “H. Haardt e Figli”, con oltre 200 dipendenti. Qui arriverà a coprire il ruolo di direttrice, dando inizio a una vera rivoluzione con la creazione di uno stile autonomo rispetto a quello parigino, allora in voga, e ispirato all’arte decorativa italiana.

Con questo spirito Rosa partecipa all’Esposizione di Milano del 1906, aggiudicandosi con le sue creazioni (due di queste sono conservate alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze) il Gran Premio per la sezione Arte Decorativa della Giuria Internazionale.

Scelta per i suoi meriti dalla Società Umanitaria, nel 1905 viene chiamata a dirigere la sezione di sartoria delle scuole professionali femminili, dove tiene lezioni serali fino al 1933, anno in cui si dimetterà per non giurare fedeltà al fascismo.

Nel clima di crescente militarizzazione che segna l’avvicinarsi della Grande Guerra, Rosa si schiera fermamente a favore del pacifismo. Nel 1914 fonda il Comitato “Pro Umanità” per la raccolta e l’invio di aiuti ai prigionieri di guerra. Il 28 aprile 1915 è l’unica rappresentante italiana al Congresso delle Donne a L’Aja, promosso dalla nascente WILPF (Women’s International League for Peace and Freedom), e al termine dei lavori fa parte del ristretto novero di delegate che viaggiano per l’Europa per incontrare le più alte autorità e promuovere la cessazione della guerra.

Fino all’ultimo sostiene all’Onu la causa della risoluzione del conflitto palestinese. Perché per Rosa Genoni “l’armonia tra bello e buono è ciò che dà senso alla vita, e la moda non è certo un impedimento alla politica e all’attivismo”. Rimasta vedova, si trasferisce a Varese dove muore nel 1954.
 

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