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Via Bolla e via Gola: Aler e Regione rimandano ancora la riqualificazione

La denuncia del Movimento 5 Stelle sulle case popolari di due quartieri particolarmente degradati

Via Bolla

Ancora ombre su via Bolla e via Gola, due quartieri Aler milanesi estremamente difficili e bisognosi di urgentissimi opere di recupero. Appare sempre più probabile che la strada scelta da Aler e dalla Regione Lombardia sia quella della vendita a soggetti privati. Una situazione che, però, non è ancora del tutto chiara, segno che ai "piani alti" non sarebbe ancora stata presa una decisione definitiva.

Per entrambi i quartieri vi sono in realtà, per il 2019, stanziamenti di denaro per interventi di rigenerazione. L'assessore regionale alla casa Stefano Bolognini (Lega), a maggio 2018, aveva preso un impegno preciso, spiegando che al di là di "future decisioni" (era già in discussione, come vedremo, la dismissione) la Regione avrebbe comunque trovato denaro per intervenire sulla riqualificazione.

E in effetti la Regione il denaro lo aveva poi trovato: tre milioni di euro. Destinandoli al 2019. Ora, invece, lo stesso Bolognini ha annunciato che questi soldi slittano al 2020. Quelle che, a maggio 2018, dovevano essere "le prime risposte agli abitanti", non si vedranno se non tra oltre un anno, almeno.

A fine 2017 si era saputo, in realtà, che Aler aveva intenzione di disfarsi di via Bolla, dove la situazione dell'abusivismo e del degrado è diventata insostenibile. Nel bilancio preventivo del 2018 aveva scritto di voler "procedere alla cessione degli edifici, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, ad un operatore immobiliare specializzato o alla concessione" per un determinato numero di anni. Cosa che comunque nel 2018 non è poi avvenuta.

Contrario a ogni procedura di vendita è Nicola Di Marco, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: "Sarebbe gravissimo - afferma - dopo anni di promesse siamo ancora alla fase delle ipotesi mentre aumenta inesorabile il degrado". Resterebbe in essere l'investimento per via Gola, ma in ridotte dimensioni, per eseguire - evidentemente - lavori urgentissimi, rimandando tutto ad anni futuri.

Anni per risolvere i problemi

Ottanta blitz della polizia in via Bolla e a San Siro da parte del Commissariato Bonola dimostrano da un lato un'attenzione - doverosa - alla situazione di determinati quartieri popolari, dall'altro purtroppo il fatto che per cercare soluzioni ai problemi occorra aspettare tempi inaccettabili. 

Durante un sopralluogo del 2017, il presidente di Aler Milano Mario Angelo Sala, tuttora in carica, aveva parlato dell'abbattimento degli stabili di via Bolla come unica soluzione per il quartiere. Ma la Regione Lombardia lo aveva sconfessato. Si dirà: in base ad alternative percorribili e da percorrere al più presto. Invece no: siamo al 2019 e nessun intervento serio è stato ancora messo in atto.

Eppure non si può certo dire che i mass media siano rimasti in silenzio. Per mesi, invece, via Bolla è rimasta sotto i riflettori locali e nazionali, ma evidentemente nemmeno le campagne mediatiche servono più a ottenere risultati concreti per i cittadini che vivono nel degrado più totale.

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