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Case occupate in via Bolla, il presidente di Aler: «Facciamo prima ad abbatterle»

Sopralluogo di Mario Sala insieme al Municipio 8. Si fa strada l'ipotesi dell'abbattimento delle palazzine per poi ricostruirle

Il presidente di Aler Mario Sala in via Bolla

La camionetta della polizia e la pattuglia di polizia locale hanno fatto il "miracolo" di svuotare via Bolla da molti dei segni di degrado che invece, arrivando all'improvviso come aveva fatto l'inviato di Agorà (Rai Tre) Alfonso Iuliano, sono lì, evidenti, alla vista di tutti. D'altra parte i sopralluoghi delle commissioni di Municipio devono essere per forza annunciati. E in questo caso oltre agli esponenti del Municipio 8 (a partire dal suo presidente, Simone Zambelli) c'erano anche Mario Sala (presidente di Aler Milano) e Mirko Mazzali (delegato del sindaco di Milano alle periferie). 

Le istituzioni insomma entrano apertamente sulla questione di via Bolla, e la proprietà (Aler) non si sottrae al confronto con i residenti nei "famigerati" palazzi ormai noti in tutta Italia per le occupazioni abusive con una particolare concentrazione di occupanti di etnia rom. Anche se i dati ufficialmente a disposizione dell'azienda dicono cose diverse.

Per esempio dicono che le occupazioni abusive "consolidate" sono 64 su 244 alloggi, e che gli alloggi occupati da italiani sono 33, da stranieri 31. Dati aggiornati al 30 aprile 2017, quindi molto recenti. Che non riescono però a fotografare con esattezza la situazione, perché le occupazioni sono in realtà "fluide", c'è un evidente racket interno e negli alloggi occupati non si entra, quindi non si conosce bene chi c'è e da dove proviene.

«La soluzione economicamente più logica è abbatterli», afferma Sala (il presidente di Aler) guardando gli edifici sia dentro sia fuori. Mentre l'acqua si accumula nei fondi delle scale, gli impianti antincendio sono fuori uso, gli ascensori funzionano a singhiozzo e gli occupanti vanno e vengono. Mentre i residenti raccontano dei camioncini che, al sabato, caricano biciclette o batterie per auto per poi portarle chissà dove. Mentre le telecamere installate guardano, registrano ma - è ancora Sala a dirlo - «non è ad Aler che compete la sicurezza, noi segnaliamo alle forze dell'ordine».

Abbatterli, dunque. «Piuttosto che investire un milione di euro per ristrutturarli e poi non basterebbe comunque», continua il numero uno di Aler Milano. E la linea sembra condivisa dai politici. Zambelli, per esempio, è soddisfatto: «Finalmente se ne occupano anche altri, noi del Municipio monitoriamo la situazione da tanti anni. Adesso, se la decisione sarà questa, noi saremo a disposizione per fare in fretta». Occorre reperire il finanziamento (perché poi vanno anche ricostruiti) e Sala ha garantito che lo cercherà presso la giunta regionale, da cui Aler dipende.

Poi occorre trovare una sistemazione per coloro che sono regolari, e che vanno trasferiti. Alcuni potrebbero essere spostati nei caseggiati di fronte, nuovi di zecca e in parte non ancora assegnati; per altri si può optare per qualche alloggio nello stato di fatto con le ristrutturazioni a carico degli inquilini (cosa resa possibile dalla nuova legge sulla casa). Mazzali riferirà al sindaco di Milano, che «è sul pezzo ed è già stato in via Bolla». Anche lui è comunque d'accordo sulla linea dell'abbattimento. 

La gente è in parte contenta. Finalmente una promessa concreta. Ma occorre avere ancora pazienza, perché i tempi non sono certo misurati in settimane. Mario Sala conferma che si metterà subito al lavoro per trovare i soldi: a settembre, quando le parti si reincontreranno, potrà avere già in mano qualcosa. Zambelli gli strappa la promessa di un tavolo per quel mese. Igor Iezzi (consigliere di Municipio 8 della Lega Nord), anche lui favorevole ad abbattere i palazzi, chiede e ottiene che nel frattempo venga informato anche il prefetto. Perché nel frattempo proseguiranno le situazioni di degrado, disagio ed illegalità. 

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