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QT8, il vincolo monumentale interferisce con la Zona 30

L'allarme del Municipio: allo studio un sistema per non perdere i fondi del Comune di Milano

Uno degli inconvenienti del vincolo monumentale su tutto il quartiere QT8 è che sarà molto più complicato realizzarvi una Zona 30. Cosa che si aggiunge ai motivi del disappunto già ampiamente manifestato dal "parlamentino" del Municipio 8, i cui vertici temono che un eccessivo vincolo blocchi, di fatto, molti lavori di ristrutturazione e in alcuni casi ne imponga di molto costosi per i residenti, con procedure inevitabilmente più lunghe.

Facciamo un passo indietro. Dopo tanti anni il ministro dei Beni Culturali in carica, il pentastellato Alberto Bonisoli, ha deciso di accogliere le richieste (numerose e continue) di residenti e politici e di apporre un vincolo al quartiere. Con molta sorpresa, però, il vincolo è quello monumentale, o diretto, e non quello paesaggistico, o indiretto, che solitamente si utilizza per gli interi quartieri (come, a Milano, i Navigli).

Come ha affermato Paolo Mazzoleni, presidente dell'ordine degli architetti di Milano, in una audizione in Municipio 8, lo scopo di chi realizzò il QT8 non era certo quello di costruire un monumento ma di far vivere bene la gente. Il vincolo monumentale, comunque, è modulato a seconda dei casi (e degli edifici) in quattro tipi diversi di protezione, alcune molto elevate (praticamente non si può toccare niente: questo vale per gli edifici pubblici) e altre più blande.

Tra i "criteri di gestione" del vincolo monumentale, spunta ora la questione della mobilità, in cui rientra una eventuale nuova Zona 30. Per la quale ci sarebbe già un progetto strutturale tra isole spartitraffico, strettoie, attraversamenti ciclo-pedonali, castellane rialzate e così via. E pure uno stanziamento di 600-700 mila euro da parte del Comune di Milano, molto più elevato che per istituire una "normale" Zona 30 (per la quale basterebbe qualche cartello).

Il problema è che i criteri di gestione indicano che i lavori per la viabilità e i percorsi pedonali, nonché gli interventi di manutenzione straordinaria, hanno bisogno dell'autorizzazione del Ministero, attraverso la Sovrintendenza. Il Municipio 8 ha paura che questo generi un rinvio che potrebbe far perdere il finanziamento di Palazzo Marino, per cui ha già attivato un tavolo con gli uffici ministeriali di corso Magenta in modo da correggere sul nascere eventuali dubbi della Sovrintendenza sul progetto. 

Continua, però, in parallelo la battaglia "principale" del presidente Simone Zambelli (Sinistra x Milano) e dei suoi assessori Enrico Fedrighini (Sinistra x Milano), Giulia Pelucchi (Pd) e Fabio Galesi (Pd), che si sono già tutti ampiamente esposti contro il vincolo monumentale e a favore del vincolo paesaggistico, riservando al limite il vincolo monumentale solo per pochi edifici pubblici.

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