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Residenti contro la chiusura del benzinaio dei vip. Tranne ViviSarpi

Più di mille firme raccolte nel quartiere Porta Volta contro il progetto di smantellare lo storico "baluardo" del distributore di benzina Tamoil (presente dal 1958)

Il Tamoil di piazza Baiamonti

Un distributore di benzina è compatibile con lo sviluppo di un quartiere che vuol essere sempre più "bello", "moderno", "attrattivo", "appetibile"? Sì, per molti dei residenti della zona di Porta Volta; no, per altri di loro e per il comune di Milano, che ormai ha la ferma intenzione di "sfrattare" la famiglia Piagni, che gestisce il benzinaio Tamoil dal 1958. In mezzo una raccolta firme che, in pochi giorni, ha avuto un grande successo: oltre mille gli autografi degli abitanti del quartiere, per chiedere che il benzinaio resti lì dov'è.

Lì dov'è: ovvero davanti alla nuova Fondazione Feltrinelli, appena inaugurata. Duemila metri quadri che, per il comune, vanno bonificati entro novanta giorni. Forte, Palazzo Marino, anche della sentenza del consiglio di stato che ha rigettato il ricorso (presentato dalla famiglia e dalla Tamoil stessa) contro la decisione del comune di riqualificare lo spazio, magari con una piccola piramide "gemella" di quella della fondazione, anche se un bando in tal senso è già andato deserto.

A luglio 2016 si era ventilato il trasferimento dell'attività in zona Bisceglie, ma ora quest'ipotesi è saltata. La trattativa è in corso. I Piagni non vorrebbero allontanarsi troppo e hanno proposto il parterre dei Bastioni di Porta Volta, ora occupati da un parcheggio. Roberto Tasca, assessore a bilancio e demanio, ha il dossier sulla scrivania e sta studiando una soluzione. Anche perché, oltre ad una intera famiglia, al benzinaio lavorano sei dipendenti, e il comune è comunque intenzionato a preservarne il posto. 

I residenti considerano il distributore un punto di riferimento unico per il quartiere. Non solo per fare il pieno ma anche per qualunque problema di auto e moto. E snocciolano anche la clientela "vip", da Belen Rodriguez a vari calciatori fino al sindaco Beppe Sala.

Ma c'è anche qualcuno che la pensa in modo diametralmente opposto: è l'associazione ViviSarpi, il cui presidente Pierfranco Lionetto si dichiara favorevole a smantellare per sempre questa attività in favore di un progetto di riqualificazione simile a quello della piramide Feltrinelli. Eppure, oltre alla carenza di benzinai in centro a Milano, andrebbe considerato che la "bellezza" dello spazio urbano è spesso data anche dalla funzione (sociale e produttiva) che assume e consolida nel tempo. 

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