CertosaToday

Carbonia-Arsia-Cogne: da 10 anni il regno dei vandali

Non migliora la situazione delle case popolari Carbonia-Arsia-Cogne a Quarto Oggiaro: 10 anni di ascensori rotti, estintori danneggiati, piccoli furti e ora anche cavi tv tagliati (per 130 famiglie). Ecco come interverrà il CdZ

Interruttore rotto all'ingresso di via Carbonia 1 (foto Melley)

Nel 2000 erano case nuove, belle, del tutto differenti dall'immagine classica di "case del comune" o di "case dell'Aler", quelle che sbrigativamente nel linguaggio di tutti i giorni si definiscono "popolari". La decisione di costruirle risaliva al 1993.

Stiamo parlando del complesso di via Cogne, via Arsia e via Carbonia, a Quarto Oggiaro. Complesso che, anche a vederlo oggi, dall'esterno, sembra un piccolo gioiello: i palazzi non mostrano alcun segno del tempo e il giardino è ben curato. Lunedì sera alcuni cittadini che abitano nelle "torri" sono intervenuti nella commissione urbanistica del consiglio di zona 8, invitati dalla consigliera Simona Amore (Nuovo Polo per Milano), per chiedere alle istituzioni di occuparsi dei loro disagi.

ESCALATION DI DEGRADO - Quando i nuovi appartamenti (di proprietà del comune e gestiti dall'Aler) vennero consegnati ai futuri residenti, questi si sorpresero per la bellezza di ciò che stavano per andare ad abitare. Ma la sorpresa cambiò presto direzione. Fin da subito, infatti, emersero alcuni problemi: infiltrazioni d'acqua quando piove, ascensori che restano rotti a lungo, anche alcuni furti. Era il 2001 quando le cronache cittadine cominciarono a occuparsi delle torri di Cogne-Arsia-Carbonia. Sono passati dieci anni e, mentre i cronisti a più riprese hanno registrato le lamentele degli abitanti, la situazione è via via soltanto peggiorata.

Nel 2009, per esempio, il degrado denunciato dai residenti consisteva tra l'altro in posti auto usati come parcheggio permamente di roulottes da parte di rom, l'atrio del palazzo trasformato in zona di spaccio di droga, ascensori trovati incendiati, ragazzini ormai cresciuti che agivano come piccoli bulli e via dicendo.

LA SITUAZIONE OGGI - Secondo le denunce dei residenti, sembra che al peggio non ci sia fine. Attualmente ai piani più alti l'acqua fatica ad arrivare. Circa 130 famiglie su 180 hanno i cavi tv staccati per colpa del vandalismo. Gli estintori sono danneggiati. Le cantine rischiano l'incendio perché sono piene di carte, cianfrusaglie, materiali vari. I piccoli reati sembrano all'ordine del giorno. La polizia risponde che occorrono denunce circostanziate, testimonianze, fatti concreti. Ma è comprensibile che nessuno si voglia esporre. E così da alcuni consiglieri sono arrivate delle proposte operative.

Enrico Fedrighini (Verdi) ha suggerito che sia il consiglio di zona a fare un esposto alla polizia, così da proteggere i nomi dei cittadini. Romeo Bellon (Idv, presidente della commissione sicurezza) ha precisato: "Scrivete d'ora in poi su un foglio quello che succede, chi lo ha constatato, eventualmente i nomi di chi commette il reato. Poi, tra qualche tempo, su un altro foglio scrivete una lettera a noi dicendo: 'Si invia al consiglio di zona la nota in allegato'. A quel punto noi possiamo fare l'esposto proteggendo l'anonimato dei residenti".

I residenti, ad agosto, hanno anche chiesto al comune (che ha girato ad Aler, che gestisce le case per conto del comune) di eliminare il servizio di portierato, che costa circa 38mila euro all'anno e, a detta loro, è totalmente inutile per prevenire i reati e il degrado. In effetti un custode con orario "d'ufficio" non può (e non deve) fare granché per tutelare la sicurezza dei residenti e la buona manutenzione degli edifici. Anche perché sembra che i problemi nascano soprattutto nelle ore serali, quando nessuno può vedere.

Ma chi sono i responsabili dei danneggiamenti? Nessuno può saperlo con certezza, ma è possibile che lo sfondo sia tratteggiato da storie di degrado familiare, disoccupazione, povertà. Ora, non spetta a noi emettere giudizi, soprattutto su situazioni delicate e dai contorni non chiari. Tuttavia è evidente che l'argomento, oltre che dalla forza pubblica, dovrebbe essere affrontato a livello sociale, soprattutto se si venisse a sapere che sono coinvolti dei minori, per intervenire in tempo, quando (forse) la prevenzione si può ancora fare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mafia, a Milano il prefetto chiude L’Antica pizzeria da Michele, storico locale napoletano

  • "Sono stata incastrata", la comandante della Locale pizzicata con la coca denuncia i carabinieri

  • Tram travolge un'auto, un taxi e un camion: tamponamento a catena in centro a Milano

  • Grave incidente in autostrada A4, auto ribaltata: giovane 27enne rianimato sul posto

  • Incidente davanti al treno deragliato: Madeline è morta a 21 anni uccisa dal pirata fatto di coca

  • Distratti dal treno deragliato, incidente sull'A1: morta ragazza di 21 anni, feriti gravi tre amici

Torna su
MilanoToday è in caricamento