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Bovisa post-industriale: è il distretto della creatività milanese

In viaggio alla Bovisa: il quartiere si è spontaneamente tramutato in un grande polo della moda, del design e della comunicazione. Ma non mancano le criticità. L'assessore Masseroli: "Si rischia il niente tutto intorno". Ecco il piano di restyle

Ieri mattina Carlo Masseroli, assessore allo sviluppo del territorio, ha illustrato i progetti pubblici e privati di riqualificazione del quartiere Bovisa.
Rispetto agli altri interventi in programma nella città, caratterizzati da cantieri con interesse pubblico, quello della Bovisa è un caso unico perché l'iniziativa pubblica e quella privata s'incontrano. I proprietari delle aree che, in epoca industriale, svolgevano funzioni produttive le hanno riconvertite in produzione post-industriale, nei settori del design, della moda e della comunicazione. Ne è nato, spontaneamente, un vero e proprio distretto della creatività intorno alla nuova sede del Politecnico.

  La zona industriale è stata trasformata diventando uno spontaneo polo della creatività  


Ma questo distretto ha delle criticità: secondo Masseroli, rischiano di consolidarsi dei "recinti" positivi e niente intorno. E' quindi necessario che il Comune intervenga per riqualificare gli spazi pubblici. L'idea è quella di realizzare la prima isola pedonale delle periferie milanesi. Un'isola grande 30mila mq, che farà scalare a Milano la classifica delle città italiane con isole di questo genere dal 36simo al 26simo posto. Al centro di questa isola, una nuova piazza che prenderà il posto del verde incolto che oggi si apre davanti al Politecnico e finisce alla stazione di Bovisa. Questo consentirà anche di accrescere l'importanza del passante ferroviario che, assieme alla linea 3 in procinto di prolungamento, sarà le via d'accesso principale del "nuovo" quartiere.


Nuovo perché sarà un distretto di circa 275mila mq del tutto diverso dalla Bovisa odierna, che l'assessore definisce "confine della civiltà" perché, spiega, "oggi dopo piazza Bausan finiscono gli insediamenti residenziali ma non ci sono più quelli industriali che facevano della zona uno dei traini dell'economia milanese".
Nel distretto troveranno spazio una residenza universitaria per poco più di 200 studenti, una piazza commerciale in parte già assegnata, incubatori di design e moda e un progetto particolare dell'Accademia di Brera, il Fine Arts Brera Hotel, che offrirà agli artisti un centinaio di loft a prezzi calmierati.

  Le aree di eccellenza rischiano di diventare isole: serve un restyle generale  


La creazione dell'isola pedonale sarà anche l'occasione per connettere la Bovisa alle aree verdi del nord di Milano: il Parco di Villa Litta e il Parco Nord.
"La cristallizzazione della spesa pubblica pianificata", conclude Masseroli, "ha dato frutti a mio avviso negativi. Noi abbiamo un'altra logica, quella dell'incontro tra l'interesse pubblico e quello privato. In questo caso, a fronte di un impegno privato che ha già creato le basi spontanee per il distretto della creatività, il Comune interviene per garantire che il distretto si consolidi".


E sul Piano di Governo del Territorio, che ha fatto tanto discutere prima dell'accordo con l'opposizione della settimana scorsa, commenta: "ha prevalso il pragmatismo ambrosiano. Il tunnel dalla Fiera a Linate non è stato eliminato, ma subordinato a uno studio complessivo della viabilità cittadina".
C'è spazio anche per una battuta sul Parco Sud: "confermo ciò che ho detto, secondo me il 70% dei milanesi non c'è mai stato perché oggi è un luogo dove non c'è nessun motivo per recarsi. Domani, con i nostri interventi, ci sarà un verde fruibile".

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