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Case popolari, sgomberato fra le proteste l'alloggio di “nonna-cocaina”

L'Aler è tornata proprietaria dell'alloggio assegnato ad Anna Luciani, nota come nonna-cocaina e ai domiciliari per spaccio di droga. La donna, per protesta, si è cosparsa di alcol

Sgombero, questa mattina, al civico 3 di via Capuana. Fra gli insulti alle divise da parte delle donne del quartiere e una plateale protesta dell'intestataria dell'alloggio, è tornata all'Aler la proprietà dell'alloggio assegnato ad Anna Luciani. La donna, 76 anni, ritenuta capostipite del clan Sabatino-Carvelli, era stata arrestata due anni fa per spaccio di droga e per questo ribattezzata "nonna-cocaina".


Attualmente ai domiciliari in un appartamento di via Mambretti, la donna risultava ancora assegnataria della casa popolare. Presente stamattina allo sgombero, per protesta si è cosparsa di alcol minacciando di darsi fuoco. Lo sgombero, comunque, è stato portato a termine senza incidenti.

A commentare l'operazione è stato il vicesindaco e assessore alla sicurezza Riccardo De Corato: "Lo sgombero e la riconsegna dell'alloggio di 'nonna cocaina' al Comune, realizzato dalla Polizia Locale insieme alla Polizia di Stato e ad Aler, è un ulteriore importante segnale di legalità nei quartieri di edilizia popolare. E percorre una strada che da tempo sto sollecitando. Utilizzare come leva contro l'illegalità l'articolo 18 del regolamento regionale, ovvero la decadenza dell'assegnazione per gli assegnatari di case popolari che fanno un uso criminoso dell'alloggio, come spaccio, prostituzione o minaccia dei vicini. Uno strumento importante che il Tar ha confermato, opponendosi l'anno scorso proprio al ricorso presentato dalla signora Luciani dopo che il Comune le aveva tolto la casa in virtù della sua condotta delinquenziale".

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