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Le case popolari di via Bolla, tra abusivi "storici" e nuove occupazioni

Il sopralluogo degli assessori regionali: «Prima di tutto interrompere l'illegalità»

Case popolari in via Bolla

«Negli anni '80, qui, la polizia non entrava, era un fortino come Scampia». Le parole di una ragazza che, in via Bolla, zona Bonola, ci è cresciuta la dicono lunga su quanto tempo sia passato da quando - in questo scampolo di case popolari dell'Aler alla periferia nord-ovest - sono iniziati determinati problemi. Gli stessi di molti altri quartieri di edilizia popolare, d'altra parte. Occupazioni abusive, tra quelle "storiche" e quelle più recenti, prima di tutto.

Quando arrivano tre assessori regionali nel parcheggio adiacente ai palazzi, il capannello è spontaneo. I cittadini li stavano aspettando. Così Fabrizio Sala (responsabile della casa e anche vice presidente della giunta), Simona Bordonali (sicurezza) e Claudia Terzi (sviluppo e ambiente) vengono fermati da persone che, chi per un motivo chi per un altro, non ne possono più di problemi che non vengono affrontati.

C'è la "pasionaria" che ha denunciato chi occupa abusivamente e, per risposta, è stata minacciata di morte con tanto di automobile incendiata. L'Aler, per fortuna, le ha assegnato un alloggio da un'altra parte, perché continuare a vivere lì era diventato insostenibile. Ma c'è anche l'uomo che ha subìto una indagine a causa della denuncia di cui sopra. Ne nasce un diverbio, «sai che sei indagato», «tu sei malata» e via dicendo. 

Poi ci sono box adibiti a magazzino, locali contatori con i fili ingarbugliati e intrecciati (chiaro segno che ci si allaccia abusivamente alla corrente elettrica), interi piani con le tapparelle completamente abbassate. Tra chi fa parte degli occupanti più recenti (e non vuol farsi vedere) e chi - regolare - ha paura (e non vuol farsi vedere comunque). E le "solite" facciate che mostrano i segni del tempo, gli intonaci ormai deboli che si staccano, i balconi che sembrano "sdentati". Chi è abusivo giura di avere fatto tutto da solo (occupazione, allacci). Chi è regolare ribatte che ci sono le prove che a "spaccare", come si dice in gergo, sono organizzazioni criminali.

«Il problema principale è la legalità, solo ripristinandola si può poi intervenire finanziando Aler per rimettere a posto gli edifici e gli alloggi», ha spiegato Fabrizio Sala alla fine del sopralluogo: «Noi abbiamo messo in moto un meccanismo per ristrutturare gli alloggi e assegnarli, ma questo meccanismo viene interrotto dalle situazioni illegali». Sala ha promesso un incontro con il prefetto e il questore di Milano per intervenire al più presto.

«Abbiamo toccato con mano una situazione drammatica a cui la regione insieme alle altre istituzioni ha il dovere di dare risposte, ben sapendo che non esiste solo questo caso. Occorre dare un segnale: la cultura della legalità deve essere rafforzata e tutelata. E in queste aree c'è prima di tutto un problema di ordine pubblico», ha commentato l'assessore Claudia Terzi.

VIDEO: «Mi hanno bruciato la macchina perché ho denunciato il racket»

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